Vedere l’impossibile

Oneiro si era perso in un bosco sconosciuto, popolato da strane creature divine e non. Sentiva storie narrate da alberi che una volta erano state fanciulle, ascoltava la musica dei ruscelli e i consigli delle foglie. Sapeva che là tutto era possibile, le leggi del mondo rimanevano sospese come una nebbia che volteggia silenziosa.

Oneiro sentì un dolore acuto e si portò le mani al viso: un qualche insetto, forse un’ape lo avevo punto. Ma in quel luogo tutto ha una conseguenza, anche un incidente insignificante. All’occhio offeso si aprì un mondo, e vide cose che mai aveva colto. Vide la splendida dea spogliarsi in riva a un lago, inseguì le voglie di un fauno e le fughe divertite delle ninfe. Vide un re senza regno e una regina in fuga. Fronteggiò guerre e morì per poi tornare in vita.

Trovarono Oneiro tra le radici di una grande quercia. Se non fosse stato per gli occhi, sarebbe stato lo stesso Oneiro di sempre. Ma gli occhi era spalancati e confusi, come se si fossero persi nell’infinito oceano di sogno.