In questa famiglia meglio parlare per sottointesi. Tutto deve essere intuito e compreso, perché la verità può assumere uno strano aspetto se viene pronunciata a voce alta. Nel non detto si celano le ombre della probabilità e le luci della possibilità di aver frainteso.
Ma nella famiglia del non detto il dubbio crea castelli di terrore e di insicurezze, perché è meglio identificare il peggio per non trovarsi davanti a problemi inimmaginati. Si tendono le orecchie, si aguzzano gli occhi, si mettono in allarme tutti i sensi in modo da poter percepire anche il minimo cambiamento. Chi ne fa parte diventa una sorta di ragno che tesse la sua trappola pronto a percepirne ogni vibrazione.
E questa vibrazione di propaga come un’onda, e una volta raggiunta riva può anche spazzare via tutto ciò che trova, spezzare le deboli difese innalzate. Perché nel non detto trovano rifugio anche bugie e silenzi che possono creare una devastazione maggiore delle parole.



