È un periodo un po’ strano. Ho sempre odiato i vezzaggiativi, nonché i vari nomignoli sdolcinati che puzzano di falsità stantia. Ma ora sto navigando in un mare di dolcezza non voluta, trapuntato da isole di stupidità. La mia pazienza, invece, ha deciso di cambiare residenza, ma si è dimenticata di lasciare il recapito.
E così sono stata inclusa in un gruppo ossessionato da vezzeggiativi, nomignoli e cuccioli. E il gruppo è una carta moschicida di ultima generazione: efficace e impossibile da eliminare.
Mi ritrovo, dunque, in un vortice in cui vengo attribuita ora al gruppo di cucciole, senza averne l’età anagrafica, ora a quello degli amori, senza averne le ali, ora al più generico belle, senza avere vendita velleità da modella.
È diventato un mondo frivolo, bassato su relazioni frivole ed effimere, dietro le quali si nascondo gli squali, se non proprio intelligenti, di certo pericolosi. E se solo osi mostrare un po’ di ruvidezza, scatta la gogna sociale e il consiglio di affidarsi a un buono psichiatra.
Ancora mi chiedo perché mi ritrovi in queste sabbie mobili.


