Il fabbricante di bambole – Pt. 6

Della città Faber non vide molto se non il porto e la strada che riusciva a intravvedere dalla finestra della carrozza. E da quello che vide, la città che sarebbe diventata la sua dimora era molto lontana dal suo villaggio. Il porto sembrava essere fatto della stessa spuma delle onde che si infrangevano sulla chiglia della nave e si apriva come un grande abbraccio candido ad accogliere i viaggiatori. Faber venne accompagnato da Nestor su una carrozza piccola, di legno intarsiato e mentre cercava di carpire qualche immagine del mondo di fuori, Nestor gli spiegò che quello che stava vedendo, sarebbe rimasto strettamente confidenziale.

“È forse una minaccia?”

“No” sorrise Nestor “Nessuno ti crederebbe, tanto vale non tentare neppure di raccontare. A meno che tu non rimanga. In ogni caso, non avrai molto da raccontare”.

“Cosa intendi?”

“Il tuo laboratorio sarà in una delle ali del palazzo regale, là ti porteremo gli ordini per le bambole, e là rimarrai. Il re non gradisce che uno straniero si aggiri per la città”.

“Che cosa avete contro gli stranieri?”

“Noi? Niente. Ma questa città ha vissuto troppe disgrazie da parte degli uomini come te. Vorremo evitare che la storia si ripetesse. Ipnia è una città che deve essere rispettata, poggia su un equilibrio instabile, un errore e potrebbe sprofondare in un incubo”:

“Un incubo. Non è sempre così? Si pensa di trovarsi in equilibrio e poi si sprofonda nelle tenebre di un incubo”.

Nestor lo guardò curioso: “il tuo compito e fare il tuo mestiere, e basta. Siamo arrivati. Scendi”.

Tutti in carrozza – Pt 26

Andrea guardò l’uomo, e lo reputò abbastanza aggressivo da poter mettere in pericolo entrambi. L’unica soluzione era recitare.

“Mi scusi. Vuole qualcosa dalla mia signora? Sono il suo… valletto. Sono certo che si tratti di un fraintendimento”.

L’uomo lo squadrò e sorrise: “Moscerino, non metterti contro Philippe, e neppure contro Luis, il marito di questa strega. Lo sapevi che era sposata?”

Andrea non si perse d’animo, tecnica che aveva appreso da Pierre.

“Ma certo che conosco il marito di Madame…Genevieve. Trattasi di Monsieur André de la Tour, che la sta aspettando in America. Siamo diretti al porto. Sarebbe così gentile da suggerirci come raggiungerlo”.

Ivonne si stava riprendendo, ma non abbastanza velocemente da impedire a Philippe di afferrarre per il collo Andrea. Ancora una brutta situazione, pensò il giovane rassegnato.

“Senta, non so chi sia. Mi sta confondendo con un’altra persona. Lasci il valletto o inizio a urlare”. Cercò di intervenire Ivonne.

“Problemi qui?” Era il capotreno, che cercava di farsi bello agli occhi dell’affascinante viaggiatrice.

“No, niente. Ma non è finita qui”.

Tutti in carrozza – Pt. 25

“Signori, siamo arrivati a destinazione. Questa è l’ultima stazione prima dell’oceano. Madame, mi permetta di mandarle un fattorino per le valigie. Spero abbia viaggiato bene, nonostante il cambio di carrozza”. Il capotreno sorrideva a Ivonne ignorando Andrea.

“Aiuto io la signora. Siamo diretti nello stesso posto” intervenne Andrea prendendo le due valigie di Ivonne.

“Bene, ora che ci siamo liberati del capotreno, dove andiamo?”

Ivonne se ne stava impalata sulla banchina.

“Ivonne…”.

“Buongiorno strega. Ti sei già trovata un pulcino da spennare?”

Luis aveva molte conoscenze, anche in quella piccola città portuale. Luis voleva trovare Ivonne, o meglio i suoi soldi, e mettere a tacere voci che lo volevano succube di una donna.

E quando Luis voleva qualcosa, di solito riusciva a ottenerla.