Ad Andrea piaceva viaggiare, piaceva stare sul treno. Nulla lo poteva ferire in carrozza, se non forse una bella strega dai sogni più grandi della sua stregoneria. Era sospeso tra il passato conosciuto e odiato, e un futuro di cui non poteva indovinare neppure l’aspetto.
A Ivonne viaggiare non piaceva granché, forse perché non le piaceva essere sospesa o fuggire. O forse perché era consapevole che Luis, il marito, aveva molte conoscenze che avrebbero potuto fermarla.
L’ultimo tratto di viaggio fu silenzioso. Andrea guardava fuori dal finestrino e saltava terre sconosciute, ma più familiari di un continente di cui aveva solo letto. Ivonne sognava un mondo in cui le streghe non esistessero.
E il tempo passava scandito dalle ruote del treno.






